Cuba 2002
Marzo 2002
Questo è stato veramente il viaggio che ad oggi mi è rimasto
più nel cuore di tutti. Infatti durante questa vacanza siamo riusciti a coniugare il
relax più completo che solamente le spiagge caraibiche
possono garantirti con
la cultura di questo popolo che, malgrado il regime di dittatura in cui vivono, ti infonde una gioia
introvabile in Italia e forse in nessuna altra parte del mondo. Senza parlare
poi della città dell'Havana di una bellezza tale da essere considerata
patrimonio dell'umanità da parte dell'UNESCO. L'inizio del soggiorno è
cominciato sull'isola di Cayo Largo che altro non è che una lingua di terra nel
mar dei Caraibi al di sotto dell'Isla Grande, riservata per la maggior parte a
parco marino per le tartarughe e, solamente nella parte meridionale, dedicata al
turismo con qualche villaggio affacciato sulle spiagge candide e su di un mare
azzurro da cartolina. Dopo essersi goduti godutu 7 giorni
a
base di sole, spiaggia e bagni trasvolata fantozziana verso l'Havana dove ci
aspettava il vero spirito cubano. Ovviamente non potevamo non fare un giro per
le vie più belle della città visitando di volta in volta la Cattedrale, il
Capitolio, la Plaza della Revolution. il Maleçon, aver bevuto on Mohito alla
Bodeguita del Medio e via discorrendo con tutti i posti famosi della capitale di
volta in volta conoscendo persone ed ascoltando storie... Dopo di queste mete
obbligatorie ci siamo diretti verso i vicoli nascosti, nei quartieri
residenziali, nei cortili delle case di periferia, nei Paladar e qui abbiamo
conosciuto la vera anima di Cuba: la gente che che vive di quello che il
razionamento dovuto all'embargo gli concede, dell'arte di dividere le case tra
le varie generazioni che si sono susseguite dai giorni della Rivoluzione di
Castro ed altro ancora.